A PROPOSITO DELL’IPNOSI

 

Oggi più che mai c' è molto da dire sull'ipnosi perchè c'è ancora tanto da imparare sulla mente, sulla comunicazione, sulla personalità, sulle terapie psicologiche.

Tuttavia dare una sola definizione condivisa dell'ipnosi non è possibile né è facile compiere un'operazione unitaria tra le diverse interpretazioni possibili distillando gli elementi comuni tra gli orientamenti delle Scienze Umane, delle Psicoterapie, della Sociologia, e le conoscenze delle Neuroscienze, della Clinica,  della Ricerca, della Medicina,  della Cibernetica.

Rispetto allora alle questioni controverse ed ancora dibattute del paradigma ipnotico, anziché correre il rischio di rimanere confinati in ambiti  definiti ma  generici o di perdersi nel “deserto” abbiamo preferito affrontare quelle categorie generali che, rispetto ai diversi specifici modelli epistemiologici ed orientamenti teorici, meglio rispecchiano l'indirizzo scientifico e clinico-applicativo seguito dalla S.I.P.-I.

Tutto allora si può condensare nell'assunto di base che in qualunque relazione terapeutica viene esercitata un'influenza; poi va aggiunto che conoscere e utilizzare la struttura di una “comunicazione efficace” è indispensabile nel rapporto medico-paziente e psicoterapeutico; che, infine, la conoscenza della scienza e dell'arte dell'ipnosi fornisce gli strumenti più utili per determinarsi un'influenza “efficace” e per assicurare migliori risultati terapeutici.

 

Definito dunque questo scenario, cos'è allora l'ipnosi?

 

Al di là delle diverse definizioni possibili formulate secondo la prospettiva di un determinato modello di riferimento intendiamo l'ipnosi come una condizione naturale diffusa che si avvicenda ed integra con il normale stato di veglia potendosi anche intendere come un particolare stato della coscienza.

L'ipnosi in vari contesti aiuta le persone ad uscire fuori dall'esperienza che abitualmente hanno di loro stesse ossia fuori dagli abituali schemi di riferimento, favorendo in tal modo la creazione di nuovi modelli associativi della mente e la possibilità di aumentare ed arricchire le proprie risorse cognitive ed affettive rendendo cosi' possibili attraverso un monoideismo plastico (ideomotorio, ideosensorio, ideocognitivo, ideoaffettivo) modifiche nelle condizioni somatiche, viscerali, neurologiche ed emozionali.

 

L'ipnosi funziona veramente?

 

Ci si potrebbe anche chiedere quanto è rilevante l'ipnosi per programmare determinati interventi clinici e quanto sia efficace nei trattamenti dei problemi delle persone.

Seguendo un orientamento che intende l'ipnosi come strumento privilegiato ma che comunque va inserito in una cornice concettuale e formativa più ampia sosteniamo con certezza che l'ipnosi non solo funziona ma, migliora e potenzia le possibilità di qualunque trattamento rivolto alle persone.

Nel corso di molti anni ormai è stata dimostrata l'efficacia dell'ipnosi in molti ambiti, condizioni e disturbi fisici e psichici (ipnosi medica, ipnosi in psicoterapia, ipnosi nella comunicazione, ipnosi nello sport, ipnosi nell'apprendimento); ciò che però è indispensabile per far si' che questo strumento funzioni è di considerarla un'arte che richiede flessibilità e una preparazione scientifica e culturale di base; importante è altresi' che il medico o lo psicologo che utilizzano l'ipnosi abbiano competenze psicoterapiche e che infine queste competenze siano integrate con un'adeguato training formativo di apprendimento della fenomenologia e delle caratteristiche del processo ipnotico.

 

Siamo tutti ipnotizzabili?

 

In linea generale esistono certamente persone meno responsive o a “bassa ipnotizzabilità” rispetto ad uno spettro che vede all'altra estremità di un continuum quelle persone ad “alta ipnotizzabilità”.

Tale gradiente di suggestionabilità deriva tuttavia dall'applicazione del concetto basato sulle cosiddette scale di suggestionabilità usate  da studiosi come Weitzenhoffer e Hilgard.

In linea generale però riteniamo che chiunque possa essere ipnotizzato in qualche modo tenendo presenti la variabilità neurofisiologica, e quindi geneticamente determinata, del funzionamento cerebrale di ogni individuo.             

A questo proposito la domanda più corretta sarebbe non se  siamo tutti ipnotizzabili ma, tutt'al più come  determinare invariabilmente una condizione ipnotica in tutti?

Infatti ogni qualvolta si crea uno stato meditativo, un'estasi, un'intuizione, un innamoramento o uno stato idealistico-passionale o comunque un forte perturbamento esistenziale, l'individuo è immerso in una condizione ipnotica

A nostro avviso allora si tratta di saper costruire/indurre quella condizione mentale che attraverso un processo simile per esempio alla meditazione o ad un forte assorbimento determini la fenomenologia ipnotica e dall'altra parte di saper individuare e rimuovere fattori e condizioni che ostacolano la responsività del soggetto.

 

Credenze e convinzioni basate su pregiudizi.

 

La concezione pubblica che prevale ampiamente sull'ipnosi esprime soprattutto una credenza che potrebbe essere assimilata alla creazione di un antico archetipo collettivo del genere umano ancora fortemente diffuso e radicato.

Si tratta della convinzione dell'esistenza in natura di poteri occulti e misteriosi capaci di esercitare in qualche modo un'influenza alla quale le persone soggiaciono impotenti: l'ipnosi allora come i riti sciamanici e le pratiche cerimoniali degli stregoni  o degli antichi sacerdoti dei templi è stata considerata lo strumento moderno capace di generare tali “forze”.

In definitiva la paura di perdere la libertà di scelta o del libero arbitrio rappresenta la convinzione di base sulla quale si formano la maggior parte dei pregiudizi sull'ipnosi.

La pratica clinica dell'ipnosi però è attualmente esercitata da professionisti che non vestono paramenti liturgici né declamano formule misteriose avvolti da essenze profumate in un'atmosfera esoterica; l'ipnosi scientifica, al contrario, è fatta da professionisti medici e psicologi formatisi con training accreditati, che al di fuori di presunti assoggettamenti, manipolazioni o circuizioni varie lavorano in una relazione terapeutica che si basa sulla scelta e si impegnano attivamente a spiegare le caratteristiche naturali  dell'ipnosi.   

Dunque l'ipnosi fa parte dei fenomeni comuni dell'esperienza umana che si muove sulla realtà soggettiva di ogni individuo e sull'idea del mondo che ognuno si è rappresentata fatta di convinzioni, valori e sentimenti particolari ed esclusivi.

Utilizza lo strumento delle suggestioni in maniera competente per favorire scelte sane quando una particolare visione del mondo abbia generato un disturbo o una malattia.

I valori culturali, educativi o la pubblicità in effetti sono creati per suggestioni e la condivisione di questi valori e l'adesione a questi messaggi dipende comunque dalla loro corrispondenza con la realtà soggettiva della persona al di fuori della quale non esiste alcun potere né dell'ipnotista né di qualsiasi messaggio persuasivo.

 

Ma allora esiste chi ha una volontà debole o chi è facilmente influenzabile?

 

In effetti da un lato esiste il pregiudizio che solo chi è facilmente influenzabile può essere ipnotizzato e dall' altro spesso si chiama influenzabilità la comunemente definita mancanza di volontà. Va chiarito innanzitutto che per suggestionabilità si intende correttamente la capacità di rispondere a delle ingiunzioni o immagini che arrivano al cervello e tale capacità è propriamente più sviluppata nelle persone intelligenti e creative che nei cosiddetti “sempliciotti o gracili mentali”.

Un'altra convinzione da chiarire è quella riguardante la possibilità che una volta entrati in ipnosi si trasferisca automaticamente tutto il proprio potere all'ipnotista, diventando completamente dipendenti dalla sua volontà e dalle sue decisioni.

Anche nella condizione di trance più profonda invece la persona presenta non solo inalterata la capacità volitiva e di giudizio ma, si ritiene altresi' del tutto responsabile di fronte alla propria condotta e alle proprie idee.

In conclusione in ogni momento la persona è in grado di decidere se accettare l'ipnosi, se averne un'esperienza superficiale o profonda, quanto restarci e quando terminarla.

E' compito tuttavia del professionista serio e preparato identificare e correggere i pregiudizi di alcune persone e di dare inoltre tutte le più opportune informazioni sulle questioni richieste dal paziente.

       

           

Applicazioni e indicazioni dell'ipnosi.

 

L'ipnosi viene utilizzata da molti anni in ambiti svariati e nel trattamento di molte problematiche cliniche.

Sostanzialmente possiamo parlare di ipnosi in Medicina, ipnosi in Psicologia, ipnosi in Sociologia;

quando la scelta del terapeuta è indirizzata verso il trattamento specifico di una condizione o  di un sintomo allora possiamo meglio applicare un modello del tipo Ipnosi medica (disturbi psicosomatici, controllo del dolore, psicoprofilassi al parto etc) ; quando invece il terapeuta considera inserire l'ipnosi in una strategia più ampia che utilizza interventi ed approcci mutuati da altri indirizzi epistemiologici e applicativi come per esempio quelli terapia della Gestalt o Cognitivo-comportamentale allora si intende riferirsi all'Ipnosi psicologica; infine l'Ipnosi sociologica con varianti viene frequentemente utilizzata nella comunicazione, nell'apprendimento, nella vendita, nello sport.     

 

L'importanza della competenza del terapeuta.

 

L'utilizzo dell'ipnosi può essere consentito solo a chi abbia una formazione nella psicologia di base e, in determinati casi, in medicina; quindi possono esercitare l'ipnosi clinica psicoterapeuti e medici abilitati alla psicoterapia (o supportati da psicotarapeuti) che abbiano seguito un training formativo nel campo dell'ipnosi.

Al riguardo esistono attualmente anche in Italia diverse scuole ed organismi che adottano standard etici e di comportamento a tutela e salvaguardia della dignità e rispetto del cliente.

 

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